Immagini del mondo fluttuante: Hiroshige alle Scuderie del Quirinale – Parte 1

In occasione della celebrazione delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone, che ebbero inizio 150 anni fa, nello specifico il 25 agosto 1866 con la firma del Trattato di amicizia e commercio, sono stati organizzati una serie di eventi sia in Giappone che in Italia a partire dall’estate 2016. Per concludere questo ciclo di festeggiamenti, alle Scuderie del Quirinale è stata allestita una mostra dal titolo “Hiroshige. Visioni dal Giappone”.

Hiroshige. Visioni dal giappone

La mostra si è conclusa a luglio e non ci siamo fatte sfuggire l’occasione, così siamo andate a vederla. Se volete sapere qualcosa di più su Utagawa Hiroshige e sul genere Ukiyo-e continuate a leggere, qui di seguito vi racconteremo brevemente come è stata allestita la mostra e le principali opere.

Sono state esposte 230 opere dell’artista Utagawa Hiroshige, delle quali circa 200 tra silografie policrome e disegni preparatori provengono dal Museum of Fine Arts di Boston, mentre i dipinti su rotolo (che vedrete nella seconda parte del post), carta e seta da collezioni private giapponesi. La curatrice è Rossella Menegazzo con Sarah Thompson, con il patrocinio dell’Ambasciata del Giappone in Italia e dell’Agenzia per gli Affari Culturali del Giappone.

La mostra è composta da sette sezioni, che coprono uno spazio temporale che va dagli anni ’20 dell’ Ottocento alla morte dell’artista, più una piccola esposizioni della produzione pittorica. Non ci sono stampe particolarmente usurate, anzi, mi sono sembrate tutte ben tenute e di buona qualità. Una tradizione orientale consisteva nell’ apporre lo stemma della famiglia che entrava in possesso della stampa su di essa, il risultato spesso era di tantissimi timbri uno sopra l’altro. In questo caso non mi è sembrato di vedere una quantità eccessiva di stemmi, al massimo due o tre sui lati.

Ma parliamo ora della mostra:

Sezione I: Le prime opere e le “53 stazioni Tōkaidō”

In questa sezione erano esposte opere che sono datate all’incirca tra il 1820 e il 1830, affrontavano varie tematiche, dalla celebrazione di personaggi dell’antichità, ai paesaggi, alle rappresentazioni teatrali.

The Life of Minamoto Yorimitsu
La vita di Minamoto Yorimitsu (Sanmai tsuzuki Minamoto Yorimitsu ichidaiki) Fonte: https://www.mfa.org/collections/object/the-life-of-minamoto-yorimitsu-a-triptych-sanmai-tsuzuki-minamoto-yorimitsu-ichidaiki-492314

Interessante anche il ritratto di Utagawa Hiroshige, ad opera di Utagawa Kunisada, che nell’anno della morte dell’artista ha deciso di ricordarlo con questo dipinto. L’opera è accompagnata da una breve iscrizione dove descrive la figura del maestro, cita alcune delle sue opere e la rivista mensile che Hirosighe aveva pubblicato riscuotendo un notevole successo dal pubblico “Sonetti sulle vedute di Edo”.

Memorial Portrait of Ichiryusai Hiroshige (1797–1858)
Fonte: http://www.metmuseum.org/art/collection/search/53719

Sezione II: Immagini di viaggio: Tōkaidō e Kisokaidō e Sezione III: vedute di luoghi lontani

La seconda e la terza sezione sono strettamente collegate per tematica e stile, si inizia  con le “53 stazioni Tōkaidō”. Si tratta di 55 stampe totali,  compresi anche la partenza dal ponte Nihonbashi e l’arrivo a Kyoto al ponte Sanjo. Hiroshige ha tratto ispirazione dal viaggio compiuto lungo la via del Tōkaidō, che congiungeva Edo, l’attuale Tokyo, e che era la residenza dello Shōgun (将軍, comandante dell’esercito), a Kyoto, dove risiedeva l’ Imperatore. Lo scopo del viaggio era l’invio dei cavalli sacri che annualmente lo Shōgun inviava in dono all’Imperatore.

Map of Tokaido, 53 Stations
Mappa delle 53 stazioni lungo la via Tōkaidō. Fonte: http://www.fujiarts.com/japanese-prints/Static-Sets/Hoeido-Tokaido/0-main.html

Erano tutte molto belle ma una in particolare mi ha colpita, si tratta di “Kanbara. Neve di sera” [Stazione 16], dove, attraverso l’uso del bianco e del nero, con una sottile e graduale sfumatura di grigi, l’artista è riuscito a creare un’atmosfera magica, un ambiente che sembra immobile sotto i fiocchi silenziosi che cadono piano. E’ molto evidente il contrasto cromatico e di movimento che si viene a creare con le figure umane e i loro vestiti colorati, che sono quasi un elemento di disturbo in uno scenario così calmo e perfetto.

Kenbara neve di sera, stazione 16
Kanbara. Neve di sera [Stazione 16] (Kanbara. Yoru no yuki) Fonte: http://www.risdmuseum.org
Un’altra stampa molto significativa per via della storia che vi è dietro è “Hara. Storia di un tagliabambù. Kaguyahime. Il vecchio tagliabambù.” (Taketori monogatari 竹取物語). In questo antico racconto vengono narrate le vicende di un anziano tagliabambù, che un giorno vede una canna di bambù che risplende nella notte, la taglia e trova al suo interno una bambina piccola come un pollice. La storia è molto carina e anche lo Studio Ghibli nel 2013 ha prodotto un film animato dal titolo La storia della principessa splendente. Se vi interessa leggere la storia potete cliccare qui 

Taketori monogatari - HIroshige
Hara. Storia di un tagliabambù. Kaguyahime. Il vecchio tagliabambù. [Stazione 14] Fonte: http://www.ukiyo-e.org
A partire dal 1830 al 1850 circa è possibile trovare una vasta produzione di silografie policrome che fanno riferimento a luoghi celebri del Giappone; le città di Kyoto, Kanazawa, Edo e l’isola di Enoshima sono solo alcuni dei protagonisti.

Ma quali sono le innovazioni introdotte da Hiroshige? Sicuramente l’ impostazione verticale delle vedute paesaggistiche che non era mai stata considerata precedentemente, fino a quel momento infatti tutti i panorami erano stati rappresentati orizzontalmente. Nel 1958 realizza “Trentasei vedute del Fuji”, una serie di Xilografie policrome che ricordano la celebre “Grande onda” di Hokusai. Anche il portare i soggetti principali in primo piano, come ad esempio nell’opera “Awa. I gorghi di naruto”, è piuttosto insolito per l’epoca, l’artista sembra aver risentito degli influssi Europei che arrivavano in Giappone in quegli anni.

Sezione IV: Fiori uccelli e pesci

Una stanza non troppo grande, ma con soggetti abbastanza vari è quella che ospita fiori, uccelli e pesci. L’impostazione delle silografie è principalmente verticale per fiori e uccelli, mentre viene utilizzato molto quello orizzontale per pesci e crostacei. Uccellini, carpe e gamberi fluttuano nella stampa e la fanno da protagonisti, sono portati in primo piano, senza tenere conto della prospettiva. E’ anche interessante notare delle brevi composizioni poetiche annotate ai lati che aiutano a descrivere la scena.

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