Una visita insolita? Il tempio dei mostri a Pechino

Ci sono luoghi a Pechino come La città proibita, Il tempio del cielo e Il palazzo d’estate che sono troppo conosciuti per non essere visitati, poi ci sono luoghi meno conosciuti che vorrete vedere per la loro unicità. Uno di questi è il Tempio Dongyue, il Tempio dei mostri, in origine il più grande monastero Buddista della regione nord della Cina.

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L’entrata del tempio Dongyue

Si trova nel Chaoyang District, facilmente raggiungibile in 10 minuti a piedi scendendo alla fermata metro Chaoyangmen (linea 2 o 6) o Dongdaqiao (linea 6), in quello che è ormai uno dei quartieri più in voga di Pechino.

La storia del tempio Dongyue è fatta di continui incidenti e ricostruzioni: la prima versione risale al 1323, ma essendo stato severamente danneggiato alla fine della Dinastia Yuan (元朝, 1271-1368), è stato completamente ristrutturato nel 1447 e ampliato nel 1575. Sfortunatamente andò bruciato nel 1698 e molti degli edifici andarono quasi completamente distrutti , la versione che abbiamo oggi è quella della ricostruzione del 1761.

Il tempio attualmente copre un’area di circa 71 ettari e ha quasi 400 sale, la maggior parte delle quali sono state costruite durante la Dinastia Qing (清朝, 1644-1912). È diviso in tre parti: il cortile principale, il cortile est e il cortile ovest.

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La via della fortuna, 福路

Fino a qui sembra uno dei centinaia templi buddisti che potete trovare ovunque, qual’è la vera particolarità?

La cosa veramente diversa da vedere, nonché la più simpatica e interessante, è la Strada della fortuna (福路, Fulu), lungo la quale sono i 76 Dipartimenti del regno soprannaturale. Una sorta di gironi dell’ Inferno dantesco in versione cinese, nei quali i propri peccati possono venire espiati portando piccole donazioni, o al contrario nei quali si può esigere vendetta dal mondo terreno a quello dell’ aldilà. (sempre tramite donazione, altrimenti addio vendetta!).

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Personalmente è un luogo che consiglio di visitare se avete un’oretta libera e vi trovate nei dintorni perché è uno di quei templi un po’ diversi, nel quale vi divertirete a vedere le varie statue e fare foto stupide, diciamo che in giro per la Cina è abbastanza insolito trovare una cosa simile. Quando ci sono stata io non era tenuto benissimo, le statue erano abbastanza impolverate e spesso sui muri mancava l’intonaco, però mi sono divertita molto. Una nota positiva è che l’entrata costa solo 10 Yuan, quindi se vi accorgete che non vi interessa potete sempre uscire. In ogni caso, secondo me, non rimarrete delusi.

Le scene rappresentate fanno riferimento a torture, anime dannate, spiriti dalla forma animale, mostri castigatori e molto altro. Moltissime divinità cinesi possono essere venerate all’interno del tempio, a partire da Dongyue, ovvero il dio delle Cinque Montagne Sacre (五台山, Wutaishan), all’Imperatore di Giada (玉皇, Yu Huang) e l’ Imperatore del Cielo (皇帝, Huangdi).

All’ingresso di ogni stanza c’è un’iscrizione in cinese e la traduzione in inglese con la descrizione della scena. Alcuni dei dipartimenti più famosi sono quello della compassione e della pietà, il “Dipartimento della rapina e del furto”, il “Dipartimento delle mosti ingiuste”, il “Dipartimento delle cattive azioni” e il “Dipartimento degli omicidi”.

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All’interno del cortile centrale vi sono più di cento stele di pietra, tutte opere delle Dinastie Yuan, Ming e Qing la più famosa è quella Zhao Mengfu, il celebre maestro di calligrafia. Durante la Rivoluzione Culturale le tavole furono severamente danneggiate, alcune vennero addirittura utilizzate per scrivere frasi di propaganda dell’epoca. A partire dalla fine del 1997 è iniziato il processo di ristrutturazione, che ha avuto la durata di un anno e, una volta ultimato, ha riportato le stele nella loro posizione originale.

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Al Tempio Dongyue è collegato il Museo del folklore (民族 博物馆 Minzu Bowuguan). All’interno di quest’ultimo vengono organizzate tutto l’anno mostre di cultura popolare, sono inoltre visibili costumi tipici delle varie etnie cinesi, vengono mostrate antiche tradizioni, folklore e galateo. Il museo dona inoltre una grande quantità di informazioni sulla storia del tempio e una serie di fotografie scattate prima e durante progetto di ristrutturazione nel 1996.

Un’ultima curiosità. Per centinaia di anni tra il 15 e il 28 marzo veniva festeggiato il compleanno dell’ Imperatore Dongyue con una fiera e preghiere all’interno del tempio, purtroppo questa tradizione venne interrotta nel 1949. Dal 2002 è stata introdotta di nuovo, ma è stata spostata in concomitanza del capodanno cinese: tra il primo e il sesto giorno del primo mese lunare.

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